
Da quasi un anno, le vendite di disco rigido di archiviazione personale e di disco entry-level hanno registrato un calo importante. Con una diminuzione di oltre il 13%, è l’ultimo trimestre quello più difficile per i produttori.
Nel 2013 le spedizioni mondiali di sistemi di archiviazione entry-level (ancora in aumento del 13,6%) non erano riuscite a mantenersi nel 2014. Dall’inizio del 2015 si constata un netto calo delle cifre, infatti dopo aver perso il 6,4% nel primo trimestre, poi il 2,7% nel secondo, il numero di disco venduti è passato a 16,7 milioni tra luglio e settembre, ovvero il 13,4% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
È questo calo di volume che ha fatto scendere il fatturato del settore dei disco rigido del 19,8% a 1,3 Mld$ durante questi mesi. Secondo IDC, le difficoltà incontrate derivano dalla concorrenza, in particolare dai provider che propongono formule di archiviazione online sempre più sicure, sempre più grandi e sempre meno costose. Le aziende sono sempre più interessate a questi servizi che permettono di avere accesso ai dati da qualsiasi luogo, in qualsiasi momento, ma è anche un guadagno di spazio (nessuna sala server) e un netto risparmio.
