Ogni giorno riceviamo richieste per recuperare dati da ogni tipo di supporto di archiviazione:

Il nostro Laboratorio spinge quindi costantemente i propri limiti e cerca l’eccellenza, persino il Graal, puntando a battere dei record! Può trattarsi della riparazione di un guasto complesso, del maggior volume di dati recuperati, della decrittazione di un software malevolo dopo un attacco di pirati informatici comunemente chiamato RansomWare, ecc. 

Sappiamo quanto, con la costante ascesa dell’informatica, i dati siano diventati importanti oggi.

Quando i clienti, aziende e privati, si rivolgono a Chronodisk, è spesso per “salvargli la vita”, come dicono loro, perché hanno anni, persino decenni, di file con un valore finanziario e affettivo molto importante da recuperare. 

Vi raccontiamo quindi una storia straordinaria, la storia di un recupero dati realizzato nel dicembre 2021! Un record di 111 Terabyte recuperati!????

A prima vista…

Veniamo contattati da un cliente molto contrariato. Questo produttore di documentari non riesce più ad accedere al suo NAS e ai suoi file.

Lo rassicuriamo innanzitutto sulla nostra capacità di aiutarlo e di battere dei record, poi il cliente ci consegna il suo NAS lo stesso giorno.

Al momento della ricezione, constatiamo che il NAS Qnap in questione è una parte di un DataCenter del cliente, ovvero un rack di 24 dischi rigidi Western Digital da 12 Terabyte ciascuno.

Diagnosi

Il nostro Laboratorio inizia con la diagnosi e l’ingegnere incaricato del trattamento si rende rapidamente conto della complessità della situazione:

  • Nove dei 24 dischi rigidi da 12 Terabyte sono guasti con settori danneggiati. Questo indica che il file system potrebbe essere corrotto, ad esempio da un’interruzione elettrica durante un’operazione di scrittura sul disco; 
  • Dopo aver informato il Responsabile del Laboratorio, il lavoro di squadra rivela che in realtà 11 dei 24 dischi rigidi da 12 Terabyte presentano settori danneggiati, e uno di questi ha anche un guasto meccanico;
  • Il guasto meccanico si risolve trovando un disco rigido identico da cui recuperare i pezzi nuovi;
  • Una volta trovato, l’ingegnere apre i due dischi rigidi nella sala bianca del nostro Laboratorio di Parigi e sostituisce i pezzi danneggiati.

Analisi approfondita

Dopo la diagnosi, la fase cruciale del recupero dati consiste nell’analisi approfondita dell’insieme dei 24 dischi rigidi, chiamato RAID. 

Il team tecnico, dopo numerose operazioni e combinazioni per determinare l’ordine dei dischi rigidi, riesce a far montare il RAID.

Questa ricostruzione permette di stabilire che si tratta di 2 RAID5 di 12 dischi rigidi ciascuno, configurati insieme.

Risolta questa equazione complessa, l’ingegnere avvia una scansione completa del RAID per far emergere l’albero delle cartelle (nomi di cartelle, sottocartelle, file, ecc.).

I guasti

Dopo un po’, appare un albero di cartelle record di 111 Terabyte!

Può iniziare la fase di test per definire la quantità e la qualità dei dati recuperabili.

111 Terabyte sono visibili con una qualità molto buona!

Una volta stabilita la Chronolist (elenco dei file), la inviamo al cliente per la validazione.

Il cliente non crede ai propri occhi! Valida la Chronolist e ordina un nuovo rack di 24 dischi rigidi per ricevere i suoi dati, che sarà reintegrato nel suo DataCenter.

Recupero dei dati

Ricevuti il nuovo rack e i 24 dischi rigidi, possono iniziare la configurazione del NAS in RAID5 e l’estrazione dei dati.

Una volta terminate, la nuova fase di test e l’estrazione della Chronolist hanno permesso di confermare l’esattezza di quella inviata inizialmente al cliente.

Non gli resta che venire a ritirare il suo NAS.

Recupero dei dati

Assistenza tecnica

Una volta installato il NAS presso il cliente, la sua società di gestione IT ci contatta per aiutarla a montare il rack in rete sul DataCenter.

Dopo qualche scambio, l’operazione riesce!

Che bel successo di squadra, elogiato dal cliente! 111 Terabyte recuperati! Record  battuto!

Cosa abbiamo imparato

CHRONODISK è in grado di recuperare fino a 3.000 Terabyte di dati con i mezzi attuali, quindi sapevamo che recuperare un record di 111 Terabyte era realizzabile.

Il successo di questi 111 Terabyte salvati ci ha permesso di verificare che le nostre procedure e metodi sono davvero adeguati a questo tipo di lavoro complesso; sono comunque stati apportati alcuni miglioramenti.

Il monitoraggio, che prevedeva punti regolari con il cliente in base all’avanzamento delle diverse fasi, ci ha permesso di creare un rapporto di fiducia.